Giovedì, 29 Marzo 2012…Una commedia divina…continua il paradiso

CANTO SETTIMO: PARADISO

Ambientatisi ormai nel coinvolgente paradiso
decisero di proceder a passo assai deciso
perché il goleador Poli c’era da incontrare
e quindi v’era ancor un po’ da camminare.

Camminando lungo un sentiero videro un pentolone
dove d’intorno stavan il Bicio, il Paride ed il Gedeone
alchè assai sorpresi da quell’insolito trio attivo
chiesero della loro presenza un valido motivo.
“Siam qui a cucinare per i nostri giocatori
che st’anno ci stan dando tante gioie e pochi dolori;
il frutto dei risultati sta in una buona alimentazione
e pria della partita cuciniam con attenzione
poi il venerdì sera dopo l’allenamento
ci piace sbizzarrirci con qualche piatto succulento
così tra luganeghe, crauti, paneti e peverada
noi tutti se fasemo na ottima magnada
condita da birrette e calici di vino
ai quali si aggiungon le minchiate che spara il Fino!”

Udita tanta gioia da questi dirigenti
il Fulvio ed il mister sostarono contenti
si misero seduti sull’uscio del baretto
mangiaron come i porci digerendo con l’amaretto
e mentre stavan lì a far dei sonnellini
arrivò di gran carriera il vice Marco Santini:
urlò ai giocatori “fuori i documenti e dentro i denari!
così se deve trattar stri quattro mercenari”
Alchè il mister disse “non devi a loro urlare”
sentendosi rispondere “lo sai che ti posso esonerare?”
Voi forse non sapete che il Marco è uomo buono
ma se lo fai incazzare risponde ton su tono
chiedete all’arbitrello che a lui osò affermare
che dalla lunga preistoria sembrava arrivare!

In fianco al buon Santini, venia piano piano
restando in retroguardia, l’astuto Calzà Giuliano;
nel calcio, lo sappiamo, si muove con destrezza
e anche con le fish sa usar dimestichezza
l’unica cosa vera che a lui occorre dire
è che la recinzione bisogna saper salire
sennò a rotoloni e lungo la scarpata
lo troverai disteso con l’anca spappolata!

Martedì, 27 Marzo 2012…Cominica il Paradiso

CANTO SESTO: PARADISO

Passato inferno e purgatorio, a passo assai deciso
il mister ed il suo vice s’apprestavan al paradiso:
una musica soave e rumor di ballerine
si sentian man a man, sempre più vicine
il candor di queste dame dall’aspetto sopraffino
fecero pensar, che ben avea scelto il vecchio Fino.

Arrivati così al cospetto della casa del Signore
trovaron il Bortolotti a far di casa onore:
occhio assai ceruleo e fisico scolpito
stava a ballare, anch’egli il menaito
con un tunica bianca movea il bacin suadente
calzando però ancora quelle cavolo di Hug orrende.
Vedendolo in paradiso, il mister assai sorpreso
gli disse a cuor aperto “mi t’averia mes sopeso
tra purgatorio e inferno perché più devi fare
il Calca più di te, è stato in grado di segnare!”.
Fù allor che di soppianto e senza esitare
il bomber di cavedine ben seppe replicare
dicendo che tra passaggi e assist decisivi
per stare in paradiso ne aveva più di uno di validi motivi.
E fù così che riprese, a suon di macarena
a ballare il menaito muovendosi di gran lena.

Poco più distante, dal tono di voce ardito
sentiron questa frase: “cos’è che te m’ha dito?”
immaginaron quindi chi stavan per trovare
colui che verso l’inferno avean visto pria viaggiare.
Vestito di gran punto, soprabito e mocassino
il caro e buon Cristiano giacea lì vicino:
la zigaretta in bocca, viaggiava alquanto a caso
dicendo a tutti quanti: “m’è andà a coca cola su pa il naso”
e quando vide arrivare il Fulvio con l’allenatore
si scagliò loro contro, lamentandosi con ardore
“chel mona de Paolaci, pà un pelo de una tosa
che s’era solo un cesso, ma ghe parea vogliosa
el ne lasa a morire tutti, en mona proprio l’è
ma se lo gato in giro, ah si t’è vedarè
che cavo via le recie, i piei e anca i braci
così dopo l’empara, chel mona de Paolaci!
Vistolo scaldato e con una cera cupa
il mister colse l’attimo e disse: “te offro na sambuca?”
alchè lui annuì e si mise quindi in fila
ma quando ordinò, optò “pà una tequila”
e dopo averne bevue mili, si calmò il tono acceso
anche perché ormai el z’era ormai disteso.
Di tutti gli ambitanti del paradiso intero
el grande Cris Molon è cittadino vero
e anca se ogni tant en rosso el g’ha a ciapare
l’è giusto ricordar che le so colpe el sa espiare
e pò diciamola tutta che dal paradiso meglio l’urlo suona
con forza, e per sempre HELLAS VERONA!

In mezzo al trono l’ultimo attaccante
di cui racconteremo la carriera assai brillante
per oggi però ci si deve accontentare
mister, sta sera, non farmi affaticare!