Pagelle, Pinzolo-Dro

PINZOLO CAMPIGLIO – DRO

 

ANGELI: dopo aver dato dimostrazione di essere un portiere attento ed efficace, evento che ha causato le ingenti piogge di ieri ed oggi, lo psicopatico portiere del Dro decide di riproporre una rivisitazione dell’accensione della torcia olimpica di Cassius Marcellus Clay (Mohammed Alì) con il bengala lanciato dagli ultras rendeneri. Teatrino agghiacciante  VOTO 7: PSICOPATIA

 

BACEDA: si muove come un elefante, appena nutritosi di un branco si gazzelle (lo so, gli elefanti non mangiano carne, ma il Baceda SI) su di una pista di pattinaggio. VOTO 5,5: CAROLINO KOSTNER

 

BORTOLAMEOTTI: lui, invece che un elefante, sembra una gazzella appena uscita da un Rave Party di Berlino. Alterna momenti di lucidità tattica a momenti di contrasti al limite della follia. VOTO 6: TECHNO MICIO

 

BALDO: le prova tutte per stare zitto. Contrariamente ad Ulisse, che si fece legare dai suoi compagni per non lasciarsi ammaliare dalle Sirene, cade in tentazione e si lascia andare rapito dalle confusioni tattiche di Bortolotti. VOTO 6: AMMALIATO

 

PODETTI: visto appena sceso dalla punto, dopo un’ora di sonnellino pomeridiano, sembrava Abrham Simpson, il nonno del più famoso Bart. In campo invece ha mostrato determinazione e grinta, soprattutto nella zona mediana del campo dove, anziché un calciatore di calcio, sembrava Carla Fracci all’Operà di Parigi. VOTO 6: GIULIANO FOREVER, MA CHE STILE

 

SANTORUM: l’o-animao della busa gioca una partita tutta contrasti e legnade. Ha quasi sempre la meglio sugli avversari che, quando lo superano, non riescono comunque a fare cinque passi aggiuntivi. Unico neo l’ammonizione. VOTO 6.5: BALUARDO

 

PERINI: a guardarlo bene ed a definirlo tatticamente, più che a Puyol, assomiglia a Crusty il Clown, non tanto per il capello, piuttosto per l’indisciplina tattica. Lo sappiamo che, avendo ad esempio Bortolotti, sei bravo così, ma vedi di cambiare il tuo giocatore esempio per le prossime partite. VOTO 6: con Bortolotti, GRATTACHECCA E FICHETTO

 

CHESANI: subentrato a Perini al 27’ st, non è giudicabile in quanto avrà toccato si e no do baloni. VOTO: S.V

 

FINOTTI: m.v.p del Pineta, autentico mattatore e dominatore incontrastato della scena. Se la Ferrari F2012 di Maranello ha due alettoni propulsivi sulla fiancata , lui invece ha due robe da paura su ambo i lati del collo, che gli conferiscono quella inesauribilità incredibile. VOTO 8: CIUCCIATA ANCHE LA MIOLA

 

POLI: in difficoltà visto che il pallone più giocabile è stato visto alla partenza della 3-3 del vicino paese di Madonna di Campiglio, il bomber de noartri non riesce a brillare. L’incrocio colpito resta comunque il suo biglietto da visita: speriamo nei suoi colpi domenica prossima. VOTO 6: SOLITUDINE LA’ DAVANTI

 

MICHELOTTI: subentrato a Poli al 38’st, dopo essersi riscaldato per 45 minuti era più caldo di Eva Longoria. Pungente e fastidioso come la sabbia di mare sulle lenzuola, riesce quasi a segnare il gol del ko che avrebbe fatto cadere la neve dal cielo. VOTO 6,5: REDIVIVO

 

DALLAPE’: stanco a causa della pubblicazione del suo book e intontito dalle palle vaganti sopra la sua testa, conduce una partita senza lode e senza infamia. VOTO 6: COCONUDA

 

TURRINA: subentrato a Dallapè al 15’ st, apporta la solita quantità di cemento nella diga difensiva. VOTO 6: UNICEM

 

BORTOLOTTI: nei suoi confronti, Furia cavallo del West è l’emblema della disciplina. Un po’ alto, un poco basso, a volte a destra, a volte a sinistra non riesce a trovare la sua collocazione tattica, che noi tutti sappiamo essere al centro dell’attacco, in una truppa di marines a Kabul però! VOTO 5,5:  LEGGERMENTE INDISCIPLINATO

 

BANDERA:  penso che una settimana al mare non sarà sufficiente per ridare il colore del viso perso, mano a mano, in queste ultime domeniche. Certo è che se le serate al mare saranno come i venerdì sera a Dro……VOTO 6: B.B, BIANCO BON

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pagelle borgo-dro

ANGELI: unser maanshaft zwei pallonen toccaren und vier kaine mit undershaften attenzionen alternaten, und gut faren fur patiten finiren VOTO 6,5: GUTEN ATTENTIONEN

 

BACEDA: unser beschutzer ser gut faren mit sein testonen und ser gut faren in pallen altem, aber zwei piedonen storten averem et passaggen zwai meter tiraren szeinzing meter. VOTO 6,5: CHE KOPF CHE TE G’HAI

 

TURRINA: unser weiter beschutzer vonen im Cavedinem, eine mandrone faren an der fascia lateralen und eine diga construiren fur alles partiten. VOTO 6,5: GEWURTZTRAMINER

 

BALDO: alles guten sbraitaren und rechts und links, mit eine Bortolotti rimproveraren fur geloitet sterilitaten offensiven. VOTO 6,5 : OSTIA MATONA

 

BORTOLAMEOTTI: ser guten giocaren mit centralen und PIM, POM, PAM faren under antcipazionen fur attaccantern den Borgo annientarent. VOTO 6,5: EINE BALUARDEN

 

SANTORUM: eine grosse punitionen fur eine siluren calciare fur 1-0 Poli segnart. Grosse, grosse animalen im difesan und mit eine Bortolino grosse dighen costruiret. VOTO 6.5: GROSSE PUNIZIONEN

 

PERINI: die piccolen attaccanten, ostia madona, meglio poter faren mit fascia laterale. Corriert molt in der fascia laterale, ser sterilitaten mit fase realizzativa patiren. VOTO 6: PUYOL

 

CHESANI: subentraten mit Perini al 18’ st, wohin abest du spielen, zio cane? Grosse dormiten, un grosse cagaten faren in mer fascia lateralen. Was du rauchen? VOTO 5,5: RAUCHEN WERBOTEN

 

FINOTTI: grosse grosse grosse prestationen in der centrocampen un viel correren tutta la partiten. VOTO: 7, W DA SCEIDE

 

POLI: unser capitanen castagne tiraren fuori mi teine grosse doppietten. Habes du faren doppietten mit deine freundin (fidanzata)? Ahhahahhah VOTO 7: GUZZETTEN

 

DALLAPE’: eine gut prestationen faren, mit grosse corsa distribuiren. Was fur eine gel metteren su capellen che non habes movest in der alle partiten? VOTO 6,5: FRUCTIS STILE HARD

 

PAOLAZZI: subentraten a Dallapè al 25’ st, subiten ammonizionen prenderem (mit 5 oiro pagaren), ma disputaren guten svenzig minute. Eine anfrage Pappas? Dove hast tu dormiten sabato nottem? VOTO 6: GUZZONE

 

BORTOLOTTI: zwei grosse occasionen cannaren, zio cane, mit davanti portiere, ostia madona. Ma cuando decideret un eine doppietta segnaren? VOTO 6:  TE VENDO, ORCO DIOS, MI TE VENDO!

 

PODETTI: subentraten a Bortolotti al 42, sembrava mi eine carrozzellen correren.. VOTO S,V: TROPPO POCO GIOCAREN

 

 

BANDERA: eine facciam weis averen dopo pareggen 1-1 Borgo, una grosse und fine cacchetten faren solange als secondo Gol Poli segnaren. VOTO 6: LA HABES DU INBOTTIGLIATEN ANCHE STAVOLTA?

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le pagelle delle ultime 4 partite del dro

eccovi il file con tutte le ultime pagelle

PAGELLE 22-04

 

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Lunedì, 23 Aprile 2012…niente poesia

Ecco le pagelle riguardanti la 14 partita vittoriosa della formazione dell’u.s Dro: semplicemente straordineri….

Angeli:chiamato in causa come un operaio di Mirafiori, raccoglie desolato i due rigori insaccati da Foued. Si scatena però negli spogliatoi all’urlo dei suoi IU, U..IU, U. Voto 6, DISOCCUPATO

Calcari: la sua partenza è pari a quelle di Massa e Alonso al gran premio del Bahrein, ma a lungo andare il terzinaccio della val di Ledro sfodera una prestazione ottima. Sontuosa la chiusura su Foued ad inizio secondo tempo. Voto 7, MASTINO

Chesani: svegliatosi dopo la mezz’ora del primo tempo, il cappellaio matto della Valle dei Laghi smette di fare gozzoviglie e tacchetti e offre una prestazione molto positiva. Voto 6,5, IN WONDERLAND

Baldo: le sue partite si giocano sempre sulle note di Mina, “parole, parole, parole”, quelle che ieri ha rivolto sistematicamente al direttore di gara. Si mostra però anche bravo nel buttare in campo non solo parole, ma anche grinta e determinazione. Voto 7, RINGHIO

Podetti: come William Wallace, resterebbe in campo anche con 16 stiramenti e due femori rotti. Buona la sua partita fino alla sostituzione. Voto 7: oltre che DIGA, direi anche ZUCOM!

Guarnieri: subentrato a Podetti al 19’st, sfodera un intervento, pulito, alla confù panda in area di rigore che inganna il povero arbitro. Diligente la sua prestazione. Voto 6: UNDER NINJA

Santorum: come i bambini ai quali viene rubato il ciuccio, si imbestialisce sulle finte di Finale fino a stenderlo proprio nel mezzo dell’area di rigore. Ingenuo quanto incolpevole sulla seconda ammonizione, la sua partita risulta non giudicabile. S.V., ma PINDOL!

Perini: il funambolico trottolino amoroso del Dro sfugge spesso sulle corsie laterali seminando talvolta il panico, ma non riuscendo ad essere determinante come potrebbe: Voto 6, STERILE COME BERLUSCONI

Paolazzi: subentrato al Perini al 25’ st. Il mister toglie un under e lo sostituisce con un altro under…te piaseria ah Paolazzi?. Prestazione di contenimento e di fatica per il nostro gladiatore, che potremmo chiamare Radiatore, vista la lentezza con cui si muoveva in campo. Voto 6,5, PAPPAS FOREVER

Finotti: ancora intontito dai festeggiamenti a bombazza del venerdì e del sabato, il Jamoroquai della busa, offre un primo tempo “alla Finotti”, come piace a noi. Costretto a lasciare il campo per l’espulsione di Santorum, entra nella doccia urlando, come sempre, W LA F…. Voto 7, A BOMBAZZA

Turrina: subentrato a Finotti al 1’ st. Il buon attaccante avversario Sherim gli chiede se ha voglia di riformulare la scenetta dei Ringo Boys, ma, dopo un primo tentativo, capisce che non gli conviene. Voto 7: come il tonno, INSUPERABILE

Poli: oggi delizia pubblico e compagni con una prestazione magistrale. Polaz, ma le bombe le prende il Pappas e fanno effetto su di te? Voto 8,5, PORTACI, PORTACI, PORTACI……

Santi: il missile scud lanciato partire dal suo mancino nel primo tempo fa urlare al gol ma soprattutto al miracolo. A metà campo rastrella come se la stagione della fienagione fosse al suo culmine. Voto 6,5: EPIFANIO GILARDI

Bortolotti: come Fatima, perviene all’improvviso al 21’ st, per poi riapparire al 95’ nelle randellate finali. Voto 6,5: APPARIZIONE

Bandera: non capita spesso di vedere un allenatore che si auto espelle e che quindi si automulta di 20 euro. Voto 7: MISERICORDIOSO

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Giovedì, 29 Marzo 2012…Una commedia divina…continua il paradiso

CANTO SETTIMO: PARADISO

Ambientatisi ormai nel coinvolgente paradiso
decisero di proceder a passo assai deciso
perché il goleador Poli c’era da incontrare
e quindi v’era ancor un po’ da camminare.

Camminando lungo un sentiero videro un pentolone
dove d’intorno stavan il Bicio, il Paride ed il Gedeone
alchè assai sorpresi da quell’insolito trio attivo
chiesero della loro presenza un valido motivo.
“Siam qui a cucinare per i nostri giocatori
che st’anno ci stan dando tante gioie e pochi dolori;
il frutto dei risultati sta in una buona alimentazione
e pria della partita cuciniam con attenzione
poi il venerdì sera dopo l’allenamento
ci piace sbizzarrirci con qualche piatto succulento
così tra luganeghe, crauti, paneti e peverada
noi tutti se fasemo na ottima magnada
condita da birrette e calici di vino
ai quali si aggiungon le minchiate che spara il Fino!”

Udita tanta gioia da questi dirigenti
il Fulvio ed il mister sostarono contenti
si misero seduti sull’uscio del baretto
mangiaron come i porci digerendo con l’amaretto
e mentre stavan lì a far dei sonnellini
arrivò di gran carriera il vice Marco Santini:
urlò ai giocatori “fuori i documenti e dentro i denari!
così se deve trattar stri quattro mercenari”
Alchè il mister disse “non devi a loro urlare”
sentendosi rispondere “lo sai che ti posso esonerare?”
Voi forse non sapete che il Marco è uomo buono
ma se lo fai incazzare risponde ton su tono
chiedete all’arbitrello che a lui osò affermare
che dalla lunga preistoria sembrava arrivare!

In fianco al buon Santini, venia piano piano
restando in retroguardia, l’astuto Calzà Giuliano;
nel calcio, lo sappiamo, si muove con destrezza
e anche con le fish sa usar dimestichezza
l’unica cosa vera che a lui occorre dire
è che la recinzione bisogna saper salire
sennò a rotoloni e lungo la scarpata
lo troverai disteso con l’anca spappolata!

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Martedì, 27 Marzo 2012…Cominica il Paradiso

CANTO SESTO: PARADISO

Passato inferno e purgatorio, a passo assai deciso
il mister ed il suo vice s’apprestavan al paradiso:
una musica soave e rumor di ballerine
si sentian man a man, sempre più vicine
il candor di queste dame dall’aspetto sopraffino
fecero pensar, che ben avea scelto il vecchio Fino.

Arrivati così al cospetto della casa del Signore
trovaron il Bortolotti a far di casa onore:
occhio assai ceruleo e fisico scolpito
stava a ballare, anch’egli il menaito
con un tunica bianca movea il bacin suadente
calzando però ancora quelle cavolo di Hug orrende.
Vedendolo in paradiso, il mister assai sorpreso
gli disse a cuor aperto “mi t’averia mes sopeso
tra purgatorio e inferno perché più devi fare
il Calca più di te, è stato in grado di segnare!”.
Fù allor che di soppianto e senza esitare
il bomber di cavedine ben seppe replicare
dicendo che tra passaggi e assist decisivi
per stare in paradiso ne aveva più di uno di validi motivi.
E fù così che riprese, a suon di macarena
a ballare il menaito muovendosi di gran lena.

Poco più distante, dal tono di voce ardito
sentiron questa frase: “cos’è che te m’ha dito?”
immaginaron quindi chi stavan per trovare
colui che verso l’inferno avean visto pria viaggiare.
Vestito di gran punto, soprabito e mocassino
il caro e buon Cristiano giacea lì vicino:
la zigaretta in bocca, viaggiava alquanto a caso
dicendo a tutti quanti: “m’è andà a coca cola su pa il naso”
e quando vide arrivare il Fulvio con l’allenatore
si scagliò loro contro, lamentandosi con ardore
“chel mona de Paolaci, pà un pelo de una tosa
che s’era solo un cesso, ma ghe parea vogliosa
el ne lasa a morire tutti, en mona proprio l’è
ma se lo gato in giro, ah si t’è vedarè
che cavo via le recie, i piei e anca i braci
così dopo l’empara, chel mona de Paolaci!
Vistolo scaldato e con una cera cupa
il mister colse l’attimo e disse: “te offro na sambuca?”
alchè lui annuì e si mise quindi in fila
ma quando ordinò, optò “pà una tequila”
e dopo averne bevue mili, si calmò il tono acceso
anche perché ormai el z’era ormai disteso.
Di tutti gli ambitanti del paradiso intero
el grande Cris Molon è cittadino vero
e anca se ogni tant en rosso el g’ha a ciapare
l’è giusto ricordar che le so colpe el sa espiare
e pò diciamola tutta che dal paradiso meglio l’urlo suona
con forza, e per sempre HELLAS VERONA!

In mezzo al trono l’ultimo attaccante
di cui racconteremo la carriera assai brillante
per oggi però ci si deve accontentare
mister, sta sera, non farmi affaticare!

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Lunedì, 26 marzo…UNA COMMEDIA DIVINA: CANTO QUINTO

CANTO QUINTO: PURGATORIO

 

Verso il cammin che porta alla cima

ci fù da sostare un istante in collina

per la precisione il promontorio di Gabbiolo

luogo di poca fortuna e non solo:

infatti negli anni è da sempre ostile

ben molti ci persero infatti la bile

a vedere i droati giocare invano

e soccombere in campo all’avversario sovrano.

 

A dire il vero l’inizio delle ostilità

ebbe a dimostrare quanto detto un secondo fà

e il tiro del gatto, avversario felino

trovò impreparato il portiere, giusto un tantino

che colto in fallo da una tal traiettoria

non seppe parare e cantare vittoria.

 

Dentro il purgatorio, seduto lì in tana

ci stava un centrocampista assopito sulla panca piana

e mentre i compagni stavano a giocare

lui i pettorali si continuava a gonfiare:

chiamato in causa in svantaggio ahimè

gonfiò il petto ed entrò il buon Dallapè

che prima di entrare si mise a pompare

perché a tutti quanti volea dimostrare

che se tu lo guardi, anche da lontano

assomiglia assai molto a Costantino Vitagliano.

Fatto un assist e un passaggio decisivo

si inchinò veloce e cominciò deciso

a riprendere ancora imperterrito a pompare

perché i pettorali non volea veder sgonfiare.

 

Sulla sinistra sbattuti dal vento i suoi ricciolini

custodia il cancello del paradiso il piccolo Perini:

lui tra i due mondi costretto a restare

perché ancora molto non riesce a segnare

corre, dribbla e si mostra persona combattiva

ma ancora lui pecca in fase realizzativa

apre il cancello per entrare in paradiso

ma quando c’è da entrarvi non sembra deciso:

crediam che gli ami davvero da pazzi

restare a ballare col vecchio Paolazzi

e quindi il purgatorio ancor è il suo mondo

sicuri che lì di sopra arriverà in un secondo.

 

Subito dentro il porton del paradiso

si senton schiamazzi dal tono deciso:

è lui che le chiama “venite a me amiche”

soprattutto se brune, tettone e fiche

il Fino è del cielo il pr ufficiale

seleziona la compagnia per il cugino Ale

Ma noi ci chiediamo “da chi avrà imparato il buon Fino?”

ma è ovvia risposta: dal nonno Costantino.

Talvolta il pr smette di fare

allora ogni tanto riesce a segnare

Quest’anno una volta, sembrerebbe pochino

ma che gol da tre punti, funambolico Fino

allora in paradiso è giusto che tu stia

a bombazza, come sempre, e con tanta allegria.

 

Arrivato sul cancello, da bomber al suo pari

entrò senza bussare il buon Luca Calcari:

è vero lui sarebbe del purgatorio il titolare

ma dopo stri tre gol il paradiso non gli si può negare

e così un posto in più davanti s’è creato

un posto che nessuno avrebbe mai pensato!

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Venerdì, 23 Marzo 2012…ancora purgatorio!

 CANTO QUARTO: PURGATORIO
 
Lasciati con qualche lacrima l’esattore e molti denari
si diressero a scoprir chi v’era sulle corsie laterali
e subito emerse, tra questo, quest’altro e quel
il piccolo furetto, in arte Marco Gel.
Sdraiato su di un lettino si facea massaggiare
poiché l’esile coscia s’era visto ahimè strappare
e tra due raggi caldi, un laser ed una pomata
raccontava a tutto il mondo della sua triste annata
chiacchierando all’infinito, rompendo anche le bale
tant’è che il buon Signore mandò giù un temporale
e urlò dal Sacro tempio: “se non farai silenzio che sià tu dannato
ti metterò terzino e all’inferno sarai relegato!”
Alchè il mister scosso da questa previsione
andò lì nel giardino e colse un bel limone
lo cinse con le mani e lo ficcò nella sua bocca
pensando tra sé e sé: “anca sta qua me tocca!”

Di lì a pochi metri sfrecciò un auto grigia
nella quale v’era un tizio ed anche una valigia.
Arrivato alla barriera eretta dal capitano
si fermò bel distinto e scese piano piano
dicendo: “so el Cristino una multa deo saldare
so sta un poco all’inferno perché le mie colpe go dovuo espiare.”
Non s’era detto prima che tra i gironi infernali
ve n’era uno specifico pà i tosi un po’ passionali
che a volte i ciapa un rosso e i vien squalificati
e che quindi all’inferno i dev’esser relegati.
Saldato il grosso debito e accennando un sorriso
si rivolse al suo mister dicendo: “se vedemo in paradiso”
e accesa la sua auto si diresse via spedito
cantando come sempre: “el toso el me g’ha dito”!

Restando sulla destra, accanto a dei filari
emerse la figura del buon Luca Calcari
che data la sua stazza e i muscoli ingrossati
si stava dedicando ad alcuni lavori forzati:
cingea legato ai piedi un forte e grosso aratro
col quale la corsia aveva appena sistemato.
Il mister assai sorpreso rimase un po’ a pensare
e disse: “con sti piedi, sto qua riesce anche a segnare”
Ma subito fu scosso da un rumore assai violento
che venia dal paradiso o dal suo firmamento:
dopo un poco di trambusto sbucò un auto grigia
nella quale v’èra dentro la solita valigia:
al volante tra sciracche, fasendo un gran mandron
tornava verso l’Inferno il solito Molon
che urlò dal finestrino: “vo arbitri tutte me le feo pagare
Zio Can, tre turni all’inferno me deo denovo fare!”
e senza saldare la mutla sfrecciò via lontano
per poco non strirava anche il buon capitano.

Vicino all’ufficio del sindacato della UIL
stava cazzeggiando il piccolo Gil,
che mentre parlava a suon di zio chen
faceva allo scooter il solito pien.
Il mister lo fermò e si mise a chiaccherare
ma dopo un instante fu costretto a scappare
di tutte le cose che aveva lì sentito
nemmeno una frase aveà ben capito
e pensando a come potergli spiegar la diagonale
fu colto da un attimo di panico infernale
poiché era un impresa qualsiasi insegnamento
scappò velocemente tra ansia e sgomento!

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UNA COMMEDIA DIVINA: US DRO…inizia il purgatorio

CANTO TERZO: PURGATORIO

Risvegliati da un sonno fisicamente riconciliatore
il mister ed il suo vice ripresero tutto il loro vigore
e decisero alla buonora di rimettersi in cammino
verso quella musica che il dì prima sentirono lì vicino.
Il purgatorio del centrocampo si cingean ad attraversare
sicuri che anche qui c’era materia da visionare
e raccolto il materiale servito per dormire
si prepararon velocemente pronti a partire.

Occorre quindi ricordare
quanto il menaito alcuni individui stavano a ballare:
dalla movenza e dal fisico assai scolpito
altri non potea che esser Paolazzi sul suon del menaito
e appena raggiunsero, lì vicino una scogliera
identificarono con certezza che proprio lui era:
avea lì vicino i-phone, due casse e un amplificatore
e rincorreva due pulzelle dal giovane candore:
le cinse e le ammaliò con molte parole argute
che loro ascoltaron in quanto assai bevute
e a notte ormai inoltrata con le sue stanche membra
senza aver combinato nulla, tornò in val di Cembra.

Poco innanzi a lui, distante dal rumore
giacea assai assopito un altro giocatore
esule dal caos, dai balli e dai canti
scorsero la sagoma del giovane Mirko Santi
il quale una cariola portava sulla schiena
e ad una prima scorsa sembrava alquanto piena
tant’è che il centrocampo percorrea a passi lenti
col Baldo ad urlargli ostie e sacramenti.

Tale Baldo ruota, attorno alla mediana
saltando gli avversari veloce di gincana
si avvicina ululando “dammi palla, si ancora!”
e stressa tutti quanti, ben oltre una mezz’ora.
A volte non lo ferma nemmeno il direttore
al quale spesso rivolge parole da dittatore
rischiando volentieri di vedersi un giallo sventolare
per aver invitato l’arbitro, ad andare a cagare.

Nel mezzo del cammin, tra questi giocatori
il mister ed il Fulvio sentiron dei rumori
e allora si diressero verso quei filari
dove incontraron capitan Tartari
il quale si diresse dal vice e dall’allenatore
dicendo “son 5 euro”, io sono l’esattore.
Riscosse il denaro, segnandolo al tabellone
fece alcuni calcoli e aggiornò il totalone
dicendo ai due viaggianti,  “se da qui volete andare ci voglio altre lire”
perché a Giugno al mare ci dobbiamo divertire
e fù così che i due il centrocampo abbandonaron
perché altri 10 euro sul tavolo lasciaron
e si diressero veloci sulle fasce laterali
per incontrar del centrocampo, tutte le altre ali.

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Mercoledì, 21 Marzo 2012…UNA COMMEDIA DIVINA: US DRO

CANTO PRIMO

Nel mezzo del cammin di questo campionato
mi ritrovai ad esser allenato da un mister pelato
che si presentò al campo la prima sera
dicendo di chiamarsi Mauro Bandera.

“O che gioia o che dolore”
disse il presidente al nuovo allenatore,
dovrai allenare questa manica di giocatori
che fin’ora ne han combinate di tutti i colori.

Fu così che iniziò una lunga avventura
che finirà tra 10 turni nella pianura
di san Michele contro la Garibaldina
sperando di festeggiare fino alla seguente mattina.

Cominciamo però dal descrivere il cammino
da quello strano inizio settembrino
in cui il mister ebbe a visionare
chi fin quel momento non seppe ben giocare.

Partiamo dal principio della numerazione
e con la maglia numero uno nominiamo il pistolone:
l’unico in grado di rivolgere frasi di poco amore
dopo aver parato, sul sette a zero, un calcio di rigore.
O mamma mia che tale tormento
sto portiere con la testa sarebbe un portento
ma così tutti quanti ce lo dobbiamo sopportare
anche perché il vice ogni tanto lascia a desiderare:
lui per la testa ha molte altre occupazioni
una delle quali è lo scrivere canzoni
in modo che lo spogliatoio sia sempre su di giri
ma Enri, ogni tanto, parali due tiri!

Nella difesa a volte spensierata
ci sta un giovincello di giovane annata:
in dote porta piedi simili a una preda
al tempo è conosciuto come settimo Baceda.
Lui gli avversari non li lascia mai sfuggire
li ferma con lo stomaco ancor prima di partire
ma se da qui a due metri un compagno vuol smarcare
guarda giù o signore senza imprecare….

CANTO SECONDO
Continua oggi il viaggio lungo l’inferno della difesa
zona dove la palla a volte è assai contesa
spicca lì centrale un alto centurione
fisicamente stabile ma sempre col musone
quest’anno a numero di allenamenti ha già raggiunto il quorum
si, o cari lettori, parliam del coriaceo Mauro Santorum.
Lui giace in silenzio con la sua enorme stazza
e se qualcuno passa sicuro gliela cazza
e così si capisce perché l’inferno sia in difesa
tra spinte, gomiti ed entrate a sicura gamba tesa.

A pochi metri di distanza dal Mauro centurione
si trova l’altro centrale, quello cervellone
il mondo sarebbe fermo se non fosse per il lavoro del vicecapitano
che i posteri conosceranno come Podetti Giordano:
fatture, iva, bilanci, principi di fusione
trova anche il tempo per giocar con noi a pallone
el fa tut lù sappiamo, senza sbuffi e senza lagni
l’unica cosa che nol fa l’è pagar da bever ai compagni.

Sulla fascia sinistra gioca l’altro giovane terzino
capello discutibile e sguardo sbarazzino
lo ricorderanno i posteri il buon Daniel Chesani
si spera più per il calcio e men  per i dani:
se infatti ci si basasse sulla sua resa a scuola
alla commedia non s’aggiungerebbe alcun’altra parola
ma il bocia ha talento e nel calcio sà incidere
basta non ascoltarlo quando si mette a ridere!

Vicino a roste scoscese si trovan due alberi di peri
sotto cui soggiace il giovane Guarnieri
capello sulla fronte, sinistro in dotazione
lui viene ad allenarsi “a spizzico e boccone”
ma crediamo profondamente sarà un abile terzino
visto il potenziale del suo fulgido mancino.

Passando lungo i macigni dell’inferno in difesa
il mister allibito lì trova una sorpresa:
non è granito quello, nemmeno un blocco di calce fina
l’è semplicemente quel bon om, del vecio Nicola Turrina.
Volume de metri cubi, tanta corsa e allegria
non battergli mai contro, altrimenti el te mena via
e se lo trovi al bar non cedere in tentazione
perché con lui a birre è facile fare sù un mandrone.

Sempre in esterna, lui abile terzino
amante degli animali il buon Bortolino:
le stagioni sulle spalle lui riesce a sopportare
e abile sulla fascia si invola e và a crossare;
ogni tanto qualche ariete gli si pone in concomitanza
ma lui sa intercettalo con grande padronanza
magari sfoderando qualche calcio assai proibito
condito da un linguaggio non proprio così forbito
e tra ostie e sacramenti lo vedi poi sgusciare
magari subito dopo aver mandato qualcuno a defecare.

Passati questi personaggi dall’aspetto infernale
il viaggio del mister Bandera doveva continuare:
accanto a lui chiacchierava un abile navigatore
che oltre a traghettare fa anche il vice allenatore
il Fulvio a poppa rema e segna tutta la direzione
ciacerando all’infinito e senza di sosta soluzione.

I due condottieri capirono che l’inferno era finito
appena udirono in lontananza il suono del menaito
e videro un uomo che si avviava a danzare
crediamo sia Paolazzi appena rientrato dal mare.

Giunti a sto punto si decisero a sostare
e lasciarono ogni dubbio su chi dovevano ancora incontrare
ormeggiarono la barca e si misero a dormire
dubbiosi su chi all’indomani andavano a scoprire…

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