Campionati Italiani di Triathlon olimpico (no draft) a Barberino di Mugello

Il giorno dopo una gara è sempre giorno di resoconti, sportivi ma anche umani soprattutto per chi, come me, vive lo sport come sfida con sé stessi. Allora succede che dal pensiero pre gara, focalizzato soprattutto sul “ma chi me lo ha fatto fare?” e su tutti i contro pensabili, si passa all’analisi della prestazione, condita da tutti quei pro che, con buona probabilità, mi porteranno già nei prossimi giorni a programmare gli allenamenti futuri.

Il Triathlon di Barberino di Mugello mi era sembrato, dai percorsi e dai racconti dei compagni, adatto per testare la mia condizione di metà anno in vista del medio di Cervia: la distanza di nuoto (1500 metri), simile ai 1900 del mezzo Ironman; i 40 km ondulati e senza scia di un campionato italiano, vicini concettualmente all’intensità dei 90 di bici di un 70.3 piatto; i 10 km per capire la tenuta finale sulla corsa, in vista della mezza maratona conclusiva che mi aspetterà a Cervia.

La gara è partita bene: l’obiettivo era riuscire a nuotare i 1500 metri sotto la mezz’ora e devo dire che sono riuscito a centrare l’obiettivo: il Garmin ha sancito 29 minuti e 38 secondi e quindi, per la prima volta, posso dirmi soddisfatto dei miglioramenti e degli allenamenti fatti. Certo, di strada ce n’è ancora tanta da fare ed i margini di miglioramento sono molti. Qui lo scrivo, ma chissà se ci riuscirò: fare lo stesso tempo sui 1900 metri di Cervia sarebbe il top dei top. Al mio coach Lore Briga l’arduo compito di portarmi a quel livello.

La frazione di bici non si presentava semplicissima: 40 km con 650 metri di dislivello suddivisi su un percorso da fare due volte, con circa 15 km di salita complessivi. Per me, un gran bel punto di domanda visto che non riesco ad allenare la bici come dovrei: il tempo è quello che è e, delle tre discipline, quella di bike risulta essere la più onerosa in termini di tempo. Perciò mi sono sempre limitato a fare allenamenti intensi ma brevi. Il risultato, personalmente, mi ha sorpreso perché sono riuscito a tenermi sui ritmi degli atleti che ho incontrato dopo la frazione nuoto (anche se essendo una gara no draft, ognuno si è pedalato i suo i km in solitaria). Il tempo complessivo però non è stato eccezionale: 1 ora 15 minuti e 49 secondi, con una media di 31 km/h sulla frazione. Posso, ad ogni modo, essere felice della prestazione perché più di così le gambe non potevano spingere…I margini, anche qui, ci sono anche se, onestamente, non penso di riuscire a prevedere la frazione bici del mezzo di Cervia oltre la media dei 30km/h (e quindi restare nelle 3 ore complessive).

Terza ed ultima frazione il mio punto forte: la corsa.
Sì, se non avessi dovuto correre con 35 gradi e in debito di ossigeno per raffreddori e tossi varie. A Barberino non sono riuscito a dare il meglio nella frazione che, solitamente, mi soddisfa di più. Ho provato a tenere il passo desiderato, ossia 4,20 min/km ma già al terzo km ho dovuto ritarare l’obiettivo, auspicando solamente di poter restare sotto i 50 minuti per chiudere la terza frazione della gara. Così è stato, con 48 minuti e 40 secondi finali ma …. CHE FATICA!
Se avessi mantenuto le previsioni del pre gara, quindi chiudere la corsa tra i 42 ed i 43 minuti, avrei sicuramente centrato in pieno la prestazione ma…..non sempre le cose vanno come si programmano e le difficoltà sono sempre dietro l’angolo.
Durante la frazione di corsa ho vissuto davvero momenti di crisi nera dove, non lo nascondo, mi sono messo a dura prova con me stesso, arrivando a mettere in discussione tutto ed il contrario di tutto.

In conclusione, però, arrivo a dire che è forse questa la cosa che mi è piaciuta di più. Riuscire a superare la crisi, a trasformare il negativo in positivo, passare piano piano dal nero al grigio al bianco mi ha dato soddisfazione e felicità.

Questo, in fin dei conti, è il motivo per cui mi piace questo sport (ma lo sport in generale) ed è anche il motivo per cui, ventiquattrore dopo la fine della gara di Barberino, sono felice di pensare al prossimo allenamento, che servirà a preparare la prossima gara, che servirà a preparare l’obiettivo del mezzo Ironman di Cervia (che vorrei chiudere entro le cinque ore…ops non dovevo dirlo), che servirà…….secondo voi?

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Allenamenti – road to IM Cervia 70.3

Buongiorno a tutti, oggi mi va di scrivere degli ultimi giorni di allenamento. La settimana scorsa è stata una settimana abbastanza intensa, caratterizzata poi da due giorni di relax che mi sono preso per festeggiare la mia famiglia.
Lunedì, mercoledì e venerdì ho fatto tre ottime sedute di allenamento di nuoto: per il tempo a mia disposizione non riesco ad andare oltre i 45/50 minuti di allenamento ma devo dire che, nonostante tutto, le sedute risultano essere efficaci. L’intenzione è quella di mantenere, come impostazione di base, i tre allenamenti settimanali, cercando di far conciliare tutti gli impegni di lavoro. La fascia oraria è sempre la medesima: 12.45-13.30. A volte è difficile, ma va bene così. Anche questa settimana è iniziata con un buon allenamento di nuoto e devo dire che le sensazioni di miglioramento sono positive.
Il martedì lo dedico sempre alla seduta specifica della corsa. In molti casi mi aggrego al gruppo dei “seboidi” del G.S. Fraveggio e seguo gli utili consigli e la tabella di allenamento del mitico Rolly; quando sono solo ho come riferimento le tabelle di coach Briga, anch’esse impeccabili. Certo, correre in compagnia (soprattutto in pausa pranzo e con 30 gradi) è tutta un’altra cosa. Oggi, ad esempio, è stata davvero dura (ero solo ed i gradi erano 32) ma alla fine sono riuscito a portare a casa il programma previsto, con un lavoro centrale composto da 4 ripetute sugli 800 mt in Z5.
Il giovedì è il giorno della corsa più rilassante, quella fatta a 5 min/km per capirci, per preparare i lunghi della settimana, per me in calendario sempre e solo nel week end. Con il poco tempo a disposizione, infatti, le sedute più lunghe le lascio al sabato ed alla domenica dove, in linea di massima, trova spazio il lungo in bici o il lungo di corsa. Lo so, soprattutto per l’allenamento della bici, ci vorrebbero più km sulle gambe ma nonostante tutto mi sembra di non subire troppo, in gara, il difetto di allenamento. Per ovviare a questo, durante la settimana (come oggi), mi faccio dei combinati con un’oretta di bici al mattino presto (dalle 5.30 alle 6.00) e poi una seduta in pausa pranzo. Follia? Si, sicuramente….ma a me piace così!