21 Novembre: Mahdi

Come anticipato nel post di ieri sera, oggi non descrivero’ quello che ho visto ma chi ce lo ha fatto vedere e, se riusciro’ nell’impresa di trasmetterlo, anche come ce lo ho fatto vedere.
Mahdi, scusate il refuso di ieri, la nostra guida, si mostra davvero gentile e disponibile a rispondere alle mie sollecitazioni. Gli chiedo, di primo achito, di rispondermi con alcune parole, cosa significa per lui Giordania: “ospitalita,’ tranquillita’, un pese che da’ l’anima a chi viene a visitarlo”. Non male come risposta, anche se, direte voi, da una guida ce lo si puo’ anche aspettare.
Continua subito aggiungendo che “ci vuole tempo per scavare e per soprire questo paese, non lo si puo’ capire da una semplice visita” ed in verita’ il suo accompagnarci a Petra non e’ stato un semplice e discorsivo qui vedete, qui trovate. Ha voluto che ci prendessimo il tempo per respirare in silenzio, ci ha chiesto di essere attenti e rispettosi, ci ha accompagnati lungo la bellisima Petra assecondando tempo, luce e spazio. Ed allora comincio a capire di avere di fronte una persona davvero profonda.
“Faccio la guida da 19 anni e mezzo, ho studiato storia moderna ad Amman, in Giordania, e poi sono stato a Perugia ad imparare l’Italiano” racconta Mahdi nel suo impecabile italiano. A questo punto sono costretto a spegnere il mio Iphone, sul quale, come omaggio, gli avevo fatto partire la canzone Bocca di Rosa di De Andre’. A dire il vero me lo chiede lui stesso di spegnerla: “e’ troppo bella” dice “non riesco a concentrarmi sulle tue domande con questo sottofondo musicale” (vi posso garantire che se l’e’ cantata tutta a memoria).
“Cosa ti piace del tuo lavoro?” gli chiedo. “Le persone, gli incontri con le persone”  mi risponde, proseguendo “le persone sono come dei libri, si ha sempre da imparare qualcosa; nel fare questo mestiere ho imparato davvero molto dalla gente e, piu’ che dai libri, posso dire di essermi formato dal confronto e dall’ascolto di alcuni di loro. E’ sempre triste quando, nel fare il mio lavoro con i gruppi, incontro qualcuno di speciale da cui, ovviamente, mi devo poi separare. Le persone che incontro e che conosco mi fanno respirare l’aria dei loro paesi e questo, per me, e’ davvero importante.”
Osservando Mahdi nel fre il suo lavoro si capisce che non lo fa’ cosi’ tanto per fare’, e allora gli chiedo: “si puo’ dire, Mahdi, che questo per te non e’ un lavoro, ma uno stile di vita?”. Gli si illuminano gli occhi, e mi risponde “hai capito tutto, mio fratello (riporto la risposta fedele)”.

Incuriosito sempre piu’ mi addentro nello specifico e gli chiedo che cosa vuol dire per lui TURISMO. “Per me turismo significa incrocio di persone e di culture che si incontrano insieme.Turismo  vuol dire ringraziare Dio per quello che ti ha dato nella tua terra. Turismo e’ aiutare ed incontrare altre anime che ha fatto Dio. Il Turismo e’ un mezzo straordinario per far incontrare il mondo e, la definizione che mi e’ piasciuta di piu’, il turismo e’ un’arma per contrastare i mass media”.

Gli chiedo come mai, nel suo accompagnarci lungo la fantastica Petra, saluta con amore particolare bambini e donne e non adulti maschi e, con molta sincerita’ d’animo mi risponde che “bambini e donne sono le persone piu speciali, sono quelli che rispettano di piu gli animali e le persone. Tifo per la semplicita per la meno arroganza, saluto le le persone che hanno dignita e che lavorano onestamente.”

Mi permetto allora di chiedergli qualcosa sulle donne, visto che e’ argomento molto vasto e profondo. Ci addentriamo in un lungo ragionamento che vorrei semplicemente riassumere con una frase che lui riporta e che non e’ sua, ma della sua regina Rania: “non importa quello che si vede della donne (il riferimento ovviamente e’ al velo) ma quello che sta dentro ogni donna e, personalmente, credo non serva aggiungere altro se non un’altra frase che lui cita, ma che non e’ sua nemmeno questa: “l’abito non fa il monaco” in tutti i sensi…vale anche per la questione velo nella donna.

Vorrei concludere con una sua citazione, che riprende da Proust, per concludere questo mio breve racconto attraverso la guida Mahdi: “il vero viaggio di scoperta e’ avere nuovi occhi del mondo, non vedere nuovi posti” e, scritto questo, posso davvero dire di aver incontrato una GUIDISSISMISSIMA, usando il superlativo del superlativo che lo stesso Mahdi ogni tanto si lascia sfuggire.

Grazie davvero Mahdi, per averci fatto vedere Petra attraverso i tuoi occhi: difficilmente dimentichero’ questa esperienza.

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20 Novembre 2013

Anche la giornata odierna si e’ rivelata straordinaria. La levataccia delle 5.45 e’ stata di gran lunga compensata dalla bellezza dei siti visitati. Per primo i resti di Bet She’An (o Skitopolis o Casa dei Serpenti), cittadina antica dove i vari periodi e le varie dominazioni storiche hanno lasciato il loro segno tangibile. Colonne, teatri, therme finemente riportate alla luce, in parte, ci fanno capire quanto vasto fosse anzitutto l’impero romano e quanta influenza ha lasciato lungo le aride colline del sito.
Finita la visita ci siamo portati verso il confine con la Giordania, dove, con calma ma senza intoppi, abbiamo passato la frontiera Israeliana, abbiamo lasciato la bravissima guida Andrea e l’autista Piero e abbiamo incontrato la guida giordana Whadi. Il territorio Giordano ci e’ apparso fin da subito completamente differente da quello Israeliano: da una visibile situazione di normale benessere siamo passati alla piu’ completa’ poverta’, dove case diroccate, bambini e gente in strada e tanta tanta aridita’ hanno cominciato a dominare l’orizzonte. Fin dalle prime battute anche la nuova guida Whadi, mussulmano, si e’ presentata davvero bene, con simpatia e tanta professionalita’. La cosa più straordinaria vista dalle finestre del pullman? Bambini, tanti bambini, felici di salutare e sorriderci pur essendo nel mezzo della povertà! Non dovrebbe essere strano ma forse siamo noi ad essere disabituati alla vera felicità. Dopo un’ora circa di bus arriviamo al nuovo sito oggetto di visita: Gerasa o Jerash, altro straordinario luogo di cui posto una foto, perché le parole non sarebbero sufficienti per descrivere tanta bellezza. La guida Whadi si trova davvero a suo agio con il nostro gruppo e lo dimostra apertamente sorridendo e divertendosi nel fare il suo mestiere. Il merito e’ anche nostro, senza dubbio. Mentre siamo sulla via per Petra esprimo il desiderio di intervistare Whadi: vorrei capire tante cose sulla Giordania, sul turismo, sul suo lavoro; gli chiedo la disponibilità e accetta con gusto. DOMANI sera vi racconterò di Whadi, la guida che mentre ci accompagna, canticchina Bocca di Rosa di De Andrè……
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