24 Novembre: Gerusalemme

Dopo il silenzioso, ma direi suggestivo, post di ieri, provo oggi a sintetizzare l’emozionante visita a Gerusalemme. Emozionante non e’ un termine buttato li’ a caso, ma e’ proprio la parola che meglio riassume il breve passaggio in questa citta’.
Partendo dalla nostra visita, rivolta alla comprensione dei luoghi della religione cristiana, passando per tutte le altre esperienze collaterali, i due giorni a Gerusalemme sono stati un vero e proprio concentrato di conscenza. Ma andiamo con ordine.

Ghetto Ebraico e Muro del Pianto: la visita, rigorosamente dal pullman in quanto proibito a piedi, al ghetto ebraico, con la vista di queste comunita’ tutte vestite in bianco e nero e dagli strani cappelli (e capelli), dalle regole di vita per noi incomprensibili, ci ha fatto capire fino a che punto si puo’ spingere l’obbedienza religiosa nella vita quotidiana. Francamente, nel massimo rispetto delle particolarita’ del mondo, non credo riuscirei a vivere una vita simile.

La vista, stamani, dal monte degli Ulivi, delle quattro anime di Gerusalemme (Mussulmana, Cristiana, Ebrea, Armena) ci ha subito fatto intendere la complessita’ di vita di questa citta’, in cui i tempi della quotidianita’ sono scanditi da quelli religiosi. Immaginatevi voi una citta’ nella quale per alcuni il giorno di preghiera e’ il venerdi’, per altri il sabato, per altri la domenica,  e provate solo per un istante a pensare a 7,5 milioni di persone racchiuse in questa terra e mosse, chi l’una chi l’altra, da quattro forze diverse.
Capita allora, come a noi, di partecipare ad una messa, recitata da don Camillo, alla quale fa da sottofondo anche la quarta preghiera giornaliera del Muezzin, e poi uscire dalla chiesa e vedere un nutrito gruppo di ragazzi ebrei accingersi ad andare a pregare. In tutto questo metteteci la presenza di migliaia di curiosi fedeli cristiani che vengono da tutto il mondo per visitare i luoghi di culto della loro religione: insomma un grande, grandioso movimento di vite e di anime, mosse ognuna dal proprio dio e che condividono, non senza frizioni, lo stesso spazio di preghiera.

Sebbene questa terra e’ meta di milioni di fedeli cristiani, qui la religione cristiana non viene proprio facilitata. Non riesco a pensarlo io, perche’ due giorni sono troppo pochi per comprendere a fondo queste dinamiche, me lo confessa la nostra guida, Andrea, arabo cristiano, che in alcune occasioni ci fa’ capire che non e’ cosi semplice vivere da cristiano a Gerualemme. Ho provato a chiedere ad Andrea il tempo di un’intervista, ma per il momento non ci sono ancora riuscito.

Una cosa pero’ mi porto via da questa terra, un pensiero che lo stesso Andrea, che ha vissuto sei anni in Italia, mi sollecita: in Italia siamo forse troppo distanti dai valori che ci contraddistinguerebbero e questo ahime’ ci fa allontanare un pochino dalla bellezza di quello che abbiamo (in termini culturali) e da quello che siamo (in termini spirituali)…

Gerusalemme vista dal monte degli Ulivi

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