Pensieri sul turismo

#turismo #trentino #tassadisoggiornosi #cambiamento

Mi è capitato, quasi casualmente, di dover scaricare del materiale attraverso we-transfer, quel sistema che ti permette, online, di poter condividere dei file molto pesanti che altrimenti non si potrebbero inviare via mail. La cosa che mi ha colpito di più è stato trovare, dopo una notissima pubblicità di occhiali da sole, l’intera schermata coperta da una magnifica fotografia di un scorcio di montagna, ed in fondo a destra il marchio Sudtirol! Pubblicità geniale! Se fossi un turista americano, o inglese, o sud-coreano, difficilmente mi dimenticherei di quella foto, e soprattutto di quel marchio: e probabilmente andrei in vacanza in qualche località del Sudtirol.
Ma noi Trentini, dove siamo? Perché non ci arriviamo?
Me lo chiedo sempre con maggiore frequenza, soprattutto in questi ultimi anni in cui mi trovo a dover ragionare di turismo. Viviamo in un territorio che non ha niente da invidiare a quello Sudtirolese, anzi: ci sono realtà e paesaggi forse migliori, ma non sappiamo ragionare come ragionano gli altri. A noi piace coltivare il nostro orticello: c’è chi si pubblicizza prima del tg5, chi prima del tg1, chi opta per partecipare ad una fiera internazionale, chi sceglie altri canali per pubblicizzare il proprio angolino di terra. Mi viene in mente un paragone per rendere meglio l’idea: quello dei bambini che si portano via il pallone per non fare giocare gli altri, dall’invidia (forse) o dalla volontà di pensare che “a posto io, a posto tutti”. Ecco questo è quanto credo sia il Trentino che si è promosso, turisticamente, in questi anni: 24 (numero di apt e consorzi pro loco) bambini che hanno pensato più a portarsi a casa il pallone che a non invitare gli altri bambini a giocare.
E se il pallone cade nel fosso cosa succede?
Succede che a forza di pensare a chi deve andare a prenderlo, senza invece pensare a come recuperarlo tutti insieme, il pallone resta nel fosso e l’unica speranza è quella di andare a comperarne un altro!
Il nostro pallone-turismo-trentino (a causa di un grande ridimensionamento delle risorse economiche) è caduto nel fosso! Cosa vogliamo fare?

3 pensieri su “Pensieri sul turismo

  1. Partendo dal presupposto che comunque non è tutto oro quello che luccica, e che l’Alto Adige non è il paradiso terreste, sono d’accordo.
    La cosa in cui è straordinario a mio avviso l’Alto Adige è proprio questo. Che pur non essendo il paradiso terrestre ed essendo molto ricco di contraddizioni al suo interno, riesce a vendersi come tale.
    Il marchio Sudtirol è ovunque se ci fate caso: dagli yogurt ai succhi di frutta, da wetransfer alle mele alle catene dell’Alpigusto con i prodotti altoatesini. E in questo da ammirare c’è il fatto che non viene venduta la Val Pusteria, la Val d’Ultimo o la città di Bolzano, il marchio è unico e si chiama Sudtirol.
    Io sono sempre più convinto che la “rovina” del Trentino è che ogni APT (per non dire ogni operatore economico) lavora per sè e cerca al massimo di “rubare” turisti agli altri, ma tutto questo è un gioco al massacro, e l’aggiunta del marchio Dolomiti UNESCO, nonostante le sue potenzialità pazzesche, per come viene sfruttato oggi non fa altro che aggiungere confusione.
    Ma il problema è noto, è evidente, ed è inutile dilungarsi. Quello che purtroppo credo è che non ci sia la volontà di affrontarlo, di risolverlo, e che in fondo, a troppi trentini vada bene così.

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