FREDDO
Senza suoni è il mattino
di quest’inverno freddo e spento:
nessuna melodia di cinguettio
nè tiepido tepore
nelle case circostanti.
E’ solo grigio e ghiaccio
che tutto spegne e graffia
e sale lungo il corpo
un brivido dall’aldilà.
E.F.
FREDDO
Senza suoni è il mattino
di quest’inverno freddo e spento:
nessuna melodia di cinguettio
nè tiepido tepore
nelle case circostanti.
E’ solo grigio e ghiaccio
che tutto spegne e graffia
e sale lungo il corpo
un brivido dall’aldilà.
E.F.
Anna Achmatova 1940
Il Salice
Sono cresciuta in un silenzio ricamato,
nell’ asilo freddo del giovane secolo.
Il parlar degli uomini non mi era caro,
ma chiaro era per me del vento il fiato.
Amavo le ortiche, i fiori di bardana,
ma più di tutti il salice argentato.
Viveva egli con me, generosamente,
di anno in anno, e i rami suoi piangenti
con tanti sogni, mi sventolavano insonne.
A lui son sopravvissuta, stranamente!
Là resta un ceppo diritto, e con diverse voci
sotto il cielo nostro, sempre quello,
altri salici tra loro ora vociano.
Ed io taccio…. come fosse morto un fratello.
18 gennaio 1940
Leningrado