Contrasti, ecco perchè cresciamo

Il titolo di questo mio articolo potrebbe spaventare ma non preoccupatevi, è solo la messa in rete di un pensiero che ho sviluppato venerdì sera dopo l’assemblea annuale della Federazione Trentina Pro loco (che mi ha visto rieletto per altri 4 anni).
Cresciamo, fin da piccolissimi, grazie ai contrasti. Il primo tra tutti è quello tra il SI ed il NO. Sembra una stupidata ma è un primo passo fondamentale della crescita…mio figlio, che ha un anno e cinque mesi, dopo aver provato mille volte a toccare la stufa in soggiorno, sentendosi ovviamente rivolgere altrettante volte un NO, non ha bisogno ora di protezioni: la stufa non la tocca, ha capito che il nostro NO serve a non scottarsi. E’ cresciuto.
Successivamente a questo primo contrasto, arriva quello tra il BENE ed il MALE: ovviamente ogni famiglia ha percezioni soggettive e diverse di bene e male, sulle quali non mi espongo, ma mettendo in contrapposizione ciò che viene ritenuto bene e ciò che viene ritenuto male, il nostro processo di crescita prosegue. E così via, nella nostra vita. Potremmo fare altri mille esempi di contrasti funzionali alla nostra crescita: STUDIA  e NON STUDIA è forse quello che più rende l’idea. BEVI o NON BEVI, nelle serate con gli amici o con i compagni di Università, è il contrasto più pratico che mi viene in mente e riguardo a ciò, mi vengono da pensare a casi in cui (leggasi incidenti tragici fatti per ragazzate) la crescita è avvenuta in un colpo solo (ed è stata dolorosa).Vi chiederete cosa centra tutto questo con l’assemblea annuale della Federazione Pro loco: ora ve lo spiego. Il nostro gruppo direttivo usciva e si riproponeva con quattro elementi; le candidature però alle quattro cariche erano sei e di conseguenza la votazione avrebbe condotto ad un verdetto. Il verdetto c’è stato e questo, per me, è significato CONTRASTO. Contrasto di sentimenti: DISPIACERE per coloro che non sono stati riconfermati a ricoprire il ruolo, FELICITA’ per i nuovi eletti. Lì per lì non ho realizzato quanto questo contrasto stesse occupando gli angoli della mia mente, ma con il passare delle ore il sentimento si è accentuato, e di molto. Non sono riuscito, per due giorni interi, a far prevalere un sentimento rispetto all’altro e non ne sarò mai in grado. L’unica cosa che ho realizzato, e che qui scrivo, è che questo contrasto mi ha fatto crescere. Ho avuto un’ulteriore testimonianza  di come noi essere umani siamo sempre soggetti a vivere tra il SI ed il NO, tra il BENE ed il MALE, tra un SUCCESSO ed un INSUCCESSO e come questi passaggi della vita, siano essi positivi o negativi, non debbano mai essere presi singolarmente, onde evitare spiacevoli delusioni, ma valutati complessivamente perchè siamo in continuo contrasto e da ognuno di questi ne usciamo cresciuti, migliori.
Con ciò, colgo l’occasione per ringraziare Maurizio e Katia, dicendo loro che le strade si sono per ora separate ma chissà quante altre volte si incroceranno. A Luca, Monica, Daniele e Gabriella dico benvenuti e buon lavoro…la nostra strada si è per ora incrociata ed il cammino che dovremmo fare insieme sarà sicuramente interessante. Contrasti ce ne saranno tanti, ma sono sicuro che ne usciremo tutti cresciuti, migliori e faremo migliorare anche il nostro mondo delle Pro loco.

 

Pro loco 2.0

Da qualche tempo, grazie al suggerimento di un caro amico, nonchè mio prof. all’Università Alessandro Rossi, sto seguendo il pensiero di Sergio Cagol (questo il suo ultimo illuminante post https://medium.com/@sergiocagol/le-destinazioni-turistiche-e-la-rivoluzione-mobile-18eb9ab66b74#.clohgq8c4).

Trovo i suoi post davvero realistici, anche se il suo realismo, per quanto concerne il sistema turistico provinciale, significa mettere in evidenza più punti di debolezza che non di forza . Il suo ultimo articolo, sopra linkato, mi ha però dato motivo di soddisfazione in riferimento al mondo del volontariato turistico provinciale (leggasi pro loco), che il sottoscritto presiede. Non voglio assolutamente fare autoproclami o chissà cosa; voglio solo evidenziare come sia stato possibile attivare una “rivoluzione generazionale”, partendo dal basso, e proporla in un mondo dove le rivoluzioni sono molto più difficili da avviare.

Il volontariato, infatti, ha logiche e dinamiche assolutamente complesse da governare: si parla di attività di volontariato, di tempo dedicato agli altri senza ricompense economiche ma solo ricco di ricompense affettive; nel volontariato le dinamiche personalistiche possono dominare l’agire di un gruppo e quindi è ben evidente come il lavoro da attivare sia molto complicato.  In quattro anni, però, il mondo del volontariato provinciale ha saputo fare autocritica ed è riuscito ad individuare la sua rotta, la sua strada da intraprendere per il futuro. In prima evidenzia metto la proposa di modificare i criteri di attribuzione dei contributi provinciali, passando da una formula numerica (composta da posti letto e residenti) al valore dell’attività proposta: un cambiamento importante, visto che i vigenti criteri sono datati 1986 (quanto è cambiato il mondo in 30 anni?) e che, nel voler guardare avanti, non possono essere più considerati attuali. Nel riformulare i criteri, le Pro loco rimettono una parte della valutazione sulla turisticità delle loro attività agli enti preposti a fare ciò: le Apt ed i Consorzi. Un atto di umiltà, di responsabilità e di riconoscimento dei ruoli. Lo abbiamo fatto perchè crediamo nel valore della responsabilità e speriamo che questo nostro primo passo venga poi ricambiato (anche se siamo ben consapevoli di essere il pesciolino Nemo alle prese con gli squali sotto psicanalisi, quindi innocui fino ad un certo punto).

Oltre a ciò, metto in evidenza la piccola rivoluzione tecnologica attivata con la realizzazione dell’applicazione #fuori. Immagino starete pensado a quanto ho rotto con sta app, ma fermatevi un secondo a guardarla e ad analizzarla bene. Una vetrina di eventi, ricca di informazioni e contenuti, fruibile gratuitamente a chi cerca informazioni sul dove passare una giornata o una serata, ma utile allo stesso tempo a chi organizza e propone gli eventi sul territorio. Uno strumento che permette di condividere tutte queste informazioni in tempo rapidissimo, semplice, intuitivo e che, di fatto, mette in mostra persone, attività, territori, stili di vita, tradizioni. Può anche sembrare poco, ma se si pensa che tutto ciò nasce dal basso, dall’ascolto delle esigenze di chi cercava un modo per essere nel virtuale pur proponendo una cosa altamente reale, beh, direi che non possiamo che essere felici di quello che abbiamo fatto.

Le rivoluzioni sono sempre difficili da attivare ma solo una cosa riesce a fungere da corazza al rischio di inciampare: la propositività responsabile. Non si deve aver paura di quando si propone a ragion veduta, dopo aver approfondito le tematiche oggetto del cambiamento e, a ragion veduta, posso dire che in questo le Pro loco del Trentino sono un passo avanti rispetto agli altri.