Strada del Vino e dei Sapori e Pro loco Trentine

Ieri in tarda mattinata è stato siglato, dal sottoscritto e dal presidente della Strada del Vino e dei Sapori Trentini,  quello che reputo essere uno dei migliori accordi di partenariato pensato negli ultimi anni.  Lo dico con orgoglio e con ferma convinzione, ed ora cerco di spiegare anche il perchè.
Da quando sono entrato a far parte del settore turistico provinciale ho sentito parlare molto di “sguardo al sistema altoatesino” ma, pur constatando come il trentino abbia le potenzialità anche per superare l’Alto Adige, ho registrato una certa paura nell’attivare azioni concrete a riguardo. La paura fa parte dei processi di cambiamento, non v’è dubbio, ma i passi vanno fatti in avanti e non indietro. Ecco allora che, grazie al mio peregrinare per Pro loco, ho avuto modo di confrontarmi con la Strada del Vino, già attiva in alcuni eventi promossi dalle pro loco. Fare uno più uno è stato poi semplice, soprattutto perchè questa visione di fare un passo verso il cambiamento è stata accolta alla pari dalla stessa Strada. Mettere al servizio delle pro loco formazione specifica per imparare a proporre prodotti tipici e, di fatto, aquisire nozioni per narrare il proprio territorio ci è sembrato essere cosa buona e giusta.
Da una parte i volontari, che vivono con passione il loro essere nel territorio, dall’altra i produttori che vivono con passione il loro produrre dal territorio: binomio assoluto, da valorizzare, da far esplodere perchè in questa collaborazione sta il significato di sentirsi appartenti alla propria terra; quello che fanno gli altoatesini, niente di più niente di meno.
Ovviamente il fare pro loco non deve essere solo concentrato su questo: l’associazione pro loco è bella perchè riesce a sviluppare tante iniziative, da quelle di animazione, alle azioni di abbellimento, a progetti culturali e via dicendo. Dobbiamo però essere responsabili nell’utilizzare al meglio le risorse pubbliche che, nel nostro caso, ci vengono date perchè siamo soggetti turistici. Ecco perchè crediamo che essere in grado di valorizzare al meglio le produzioni locali di qualità sia davvero un atto di responsabilità.
Spero che questa collaborazione porti ai risultati che auspichiamo, che sono risultati soprattutto culturali e non numerici. Vedo, da qui a cinque anni, persone felici di venire in Trentino ad assaporare prodotti speciali, narrati da volontari unici, che oltre ad essere tali, sono diventati piano piano degli affascinanti narratori di territorio.

firmaprotocollostradavino

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Le pro loco del futuro agli stati generali delle pro loco Ferraresi

Sabato 11 giugno è stato per me giorno di trasferta in Emilia Romagna. Ho raccolto l’invito degli amici Stefano Ferrari (presidente di Unpli Emilia Romagna) ed Enzo Barboni (Presidente Unpli Ferrara) e sono intervenuto all’incontro da loro promosso sullo stato delle pro loco ferraresi portando l’esperienza delle pro loco del Trentino. Ringrazio gli amici Stefano ed Enzo per avermi dato questa occasione, che mi ha permesso di raccontare anche cosa penso delle pro loco in generale.
Le pro loco sono associazioni di volontariato particolari perchè, rispetto ad altre, hanno ben specificato l’oggetto del loro esistere: produrre azioni, grazie all’encomiabile lavoro dei propri volontari, che siano adducibili ad azioni legate al turismo. E’ evidente che in questo mondo iper tecnologico le pro loco sono diverse da quella nata nel 1881 a Pieve Tesino o quelle nate negli anni ’50 e ’60. Oggi, a mio modo di vedere, le pro loco si devono occupare prevalentemente di animazione turistica, ossia la messa in atto di attività che, attraverso la valorizzazione di un prodotto o di una risorsa culturale specifica del territorio, riescono a legare, portare in paese, coinvolgere più persone possibili. Siamo associazioni che grazie alla nostra personale partecipazione in qualità di  volontari, riusciamo a garantire la partecipazione anche di altre persone, siano esse turisti, vicini di casa, viaggiatori di passaggio.

Il nostro spazio d’azione è quello delle esperienze: dobbiamo riuscire a fare in modo che le persone che vengono a contatto con noi, con la nostra gente, con il nostro modo di fare, ne rimangano colpite, se le portino via nel cuore e, perchè no, decidano di venire a ritrovarci l’anno successivo.
Inutile pensare che le pro loco possano fare grandi azioni di promozione turistica, intesa come la capacità di produrre azioni incisive sulla movimentazione della massa dei turisti. Questo non è il nostro compito, anche se pro loco molto strutturate riescono a farlo.
Per fare tutto questo le pro loco devono essere accompagnate e protette dalla parte che più limita questa azione di valorizzazione territoriale: la burocrazia. Gli organismi centrali di secondo livello dovrebbero sempre più occuparsi di questo: fare in modo che le pro loco abbiamo sempre meno pensieri legati al loro voler fare, garantendo sempre qualità e sicurezza sia ben inteso. In questa direzione abbiamo dichiarato, a Voghiera, di voler lavorare anche a livello nazionale: il Trentino in questo senso ha già ingranato la quarta marcia, mettendo a disposizione di tutti la propria esperienza e dichiarandosi disponibile a recepire tutti i consigli e le esperienze delle altre regioni.
Ne è evidenza il progetto di #fuori (www.fuoriapp.com), la app di promozione degli eventi delle pro loco, condivisa con Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Veneto e Toscana. Progetto che sta dando grandi soddisfazioni e che verrà presentato anche al Web Marketing Festival di Rimini come caso di studio su come il volontariato riesca ad attivarsi al meglio, utilizzando le nuove tecnologie.
Questi sono solo alcuni spunti di riflessione, condivisi a Voghiera, sui quali vorremmo costruire anche il futuro delle pro loco italiane.

Enrico Faes