Pensiero su: turismo e Valle dei Laghi

In quest’ultimo anno è capitato spesso di leggere, su siti di informazione ma anche su quotidiani locali, interventi inerenti la Valle dei Laghi ed il suo potenziale sviluppo turistico. Spesso mi trovo in accordo con alcune lucide considerazioni, a volte invece no, ma questo è, evidentemente, ovvio e corretto visti i molteplici punti di vista che si possono avere.

Una cosa però noto e sottolineo: in tutti gli interventi ci si limita a fare analisi profonde e costruite che però non tengono considerazione di un fattore: le politiche turistiche non si possono concretizzare dall’oggi al domani, non sono azioni che prendono immediata esecuzione dalle parole; sono ragionamenti che necessitano di studio preliminare, approfondimento, condivisione e, per finire, attuazione. Se consideriamo valido questo mio ragionamento si scopre allora che, per quanto riguarda la politica turistica della Valle dei Laghi, condotta dalla Comunità della Valle dei Laghi insieme alle amministrazioni comunali, dall’Azienda di promozione turistica di Trento e dal Consorzio Pro Loco valle dei Laghi (che presiedo), il lavoro fatto non è poco, anzi!

In questi anni si sono gettate le basi proponendo attività, grandi eventi, valorizzazione del patrimonio naturalistico (vedi rete delle riserve e sentieri circumlacuali), valorizzzione di tradizioni e usi delle comunità locali della Valle dei Laghi (vedi sagre e feste di paese), sempre considerando però che le strutture ricettive presenti sono quelle che sono e non possono essere moltiplicate dall’oggi al domani.

Se le basi sono state gettare, adesso arriva la parte più interessante e difficile, quella della condivisione. Condivisione che non vuol dire, si ok, vuol dire mettersi a disposizione per fare in modo che queste basi abbiano compimento. Occorre avere la disponibilità di operatori economici, istituzioni, volontari, appassionati, perchè no innovatori a dare concretezza al tutto. Questa disponibilità deve essere però genuina, gratuita, volontaria: non si deve pensare “fatta la strategia, adesso fuori i soldi” o meglio, il pensiero non deve essere solo quello. Ci vuole un mix di coraggio, ambizione, innovazione e sacrificio unite a disponibilità e buon senso, tutti elementi che sono necessari per la creazione di progetti seri e sensati ai quali poi faranno sicuramente seguito anche i contributi ed i sostegni economici.

Il mio suggerimento allora diventa: adesso agiamo, concretamente, lasciando da parte personalismi e retaggi passati. Facciamolo disponendo volontariamete tempo, passione e idee: allora si che le idee avranno compimento.

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