Turismo e risorse

Ancora una volta mi fermo a ragionare sul nostro sistema turistico provinciale.Il week end scorso è stato molto soleggiato e mite e molti turisti si sono riversati sulle piste. Un paio di settimare or sono, in una giornata analoga, mi è capitato di scambiare due chiacchere con un turista di Cremona, soddisfatto nel complesso della giornata, ma che si è lasciato scappare una frase di questo tipo: “i turisti, adesso, non sono quelli di una volta; al momento il settore viene retto dai facoltosi turisti dell’est che vengono qui, spaccano tutto, passano le nottate ad ubriacarsi, ripagano e poi vanno via”.
Mi chiedo, forse generalizzando un pochino (ma la critica l’ho sentita anche da altri) se è davvero questo il turismo adatto al Trentino; mi chiedo se davvero le risorse di promozione debbano essere dirottate sulla ricerca di nuovi mercati (che talvolta di rivelano anche dannosi) o se non valga la pena di pensare che un certo quid di risorse, forse, potrebbe essere destinato anche alla formazione degli operatori, dei volontari, dei commercianti del territorio, per farli diventare loro stessi delle “calamite” turistiche. Il turista dell’est, con buona probabilità, l’anno prossimo andrà in Val d’Aosta, forse in Svizzera o in Austria, chi lo sa? Ma il turista di Cremona, ad esempio, se trova cortesia, familiarità, partecipazione attiva, calore umano e sorrisi, potrebbe fidelizzarsi al terriorio, ritornare anno dopo anno e diventare, in un certo senso, parte integrante del territorio.
Mi piacerebbe avere, un giorno, la possibilità di avere non solo dati sul numero di turisti arrivati in una stagione, sul numero di stanze prenotate e via discorrendo ma anche qualche informazione sulla ricaduta delle varie campagne di promozione, quante persone sono ritornate, quante sono soddisfatte della vacanza in Trentino. Troppo spesso, soprattutto negli anni di abbondanza, numeri e persone sono state considerate una sola cosa ma adesso, credo, sia arrivato il momento di ridare il giusto significato alle cose.
Ecco perchè, ancora una volta, il turismo deve ripartire dal basso: solo così è possibile ricollocare i numeri con i numeri e le persone con le persone.

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