Pro loco e prodotti: chiarimenti

Cari amici lettori, ritorno oggi sull’argomento Pro loco e Strada del Vino per apporre la necessaria chiarezza, visto che a leggere i commenti il calce all’articolo del quotidiano l’Adige di domenica 19 febbraio mi è parso di intravedere molta confusione. Faccio chiarezza sul mio blog proprio per potermi spiegare al meglio, senza che ci sia il pericolo di ulteriori fraintendimenti. Anzitutto vorrei sottolineare che l’accordo non è UNA LISTA DI FORNITORI ma bensì una LISTA DI PRODOTTI. La differenza potrebbe apparire ininfluente ma invece è sostanziale. La lista dei prodotti non è una lista chiusa, né quantomeno una lista di FIGLI E FIGLIASTI, come citato nei commenti di qualche lettore. Il produttore che vuole impegnarsi nella promozione del proprio prodotto secondo gli standard dei prodotti della Strada o del marchio qualità altro non ha che capire come fare a rientrare negli standard previsti e morta lì.
Altro punto fondamentale: la Provincia non ha fatto alcuna lista, come quelle indicate su COOP, APT o CANTINE ma questo progetto nasce dal basso. Siamo state noi associazioni a trovare le corde e le affinità giuste per proporre la collaborazione, senza che ce lo indicasse alcuno. In questo mio blog troverete la definizione di  quella che io ho definito “propositività responsabile” il sui significato è proprio espresso nell’accordo strada-pro loco. Andare a proporre un accordo di partenariato, pensato e valutato prima, pensando (e qui ovviamente ognuno la pensa a modo suo) che possa essere utile ed efficace per la promozione del territorio non credo che faccia parte delle attività della magnadora, tutt’altro. Anche perché, parlo per me, l’unica cosa che magno, personalmente, sono le prelibatezze che mi offrono gli amici delle pro loco quando mi ospitano. Il resto, tempo, disponibilità, macchina ecc…sono delle mie….e quindi al signore che commentava l’articolo con il rimando alla magnadora, dico che la magnadora è ben altra cosa.
Io credo, e finchè sarò presidente delle Pro loco Trentine mi batterò per questo, che nella collaborazione tra attori del settore turistico sta la chiave per arrivare e superare il modello altoatesino. Perché solo con unione di intenti e di visione si arriva lontano. Le pro loco hanno fatto un passo verso le Apt ed i consorzi (vedi riforma criteri), ora ne hanno fatto un’altro verso i produttori. Credo che siano state tutte azioni fatte con umiltà e pensiero, quella che servirebbe anche ad altri per portare lontano questo Trentino.

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