Tassa di soggiorno, fiera del fai da te

Riporto il mio disappunto, pubblicato oggi sul quotidiano l’Adige.
La questione tassa di soggiorno in Trentino ha tenuto banco per tutta la prima parte del 2015. La sua introduzione è stata avvallata dopo mesi e mesi di concertazioni e di “scontri”. Sulla sua introduzione mi ero detto favorevole anch’io, stante le difficoltà economiche esistenti. Da presidente della Federazione delle Pro Loco Trentine però, avevo anche auspicato un cambiamento di rotta radicale rispetto al passato.

Tutto ciò non è accaduto o e per questo mi trovo a scrivere questo mio sincero disappunto, perchè non riuscirei ad avere altrimenti la mia coscienza a posto. In questi giorni l’anti-strategia turistica e l’anti buon senso sta prendendo il sopravvento nei consigli di amministazioni degli Enti che si occupano di Promozione Turistica dove si sta discutendo, in tutta fretta, l’aumento della non ancora vigente, tassa di soggiorno. Ebbene si….mesi di discussione sulla necessità o meno di isitutire questa nuova tassa, con un sì finale molto elaborato e poi solo pochi istanti per cogliere la palla al balzo ed aumentarla, chi di 80 centesimi, chi di un euro, chi del 40%.

Risultato finale: in alcuni territori, in tutte le strutture ricettive, indifferentemente che sia albergo a 5 stelle o b&b, si pagherà 1,50 euro al giorno; in alcuni territori si pagheranno 2,00 euro al giorno, in altri un altro importo ancora, in alcuni territori si pagherà di meno nei B&B e di più nelle strutture pluristellate…insomma il caos…E arrivo alla mie considerazioni:

1. trovo strategicamente sbagliato avere, sul territorio, differenti importi di tassa di soggiorno: si sono spese migliaia di parole sulla necessità di fare sistema, di trovare sinergie, di uscire sempre di più con un immagine unica (la famosa farfalla del Trentino)….discussioni fatte nei tavoli di concertazione ai quali erano seduti i presidenti che invece, al lato pratico, si stanno comportando esattamente in maniera contraria…E così un turista tedesco che vuole visitare metà Trentino, si troverà a pagare diverse imposte di soggiorno in base al territorio in cui si troverà, pensando probabilemente che il tutto è alquanto bizzarro per un territorio dalle dimensioni ridotte!

2. non trovo corretto l’atteggiamento di chi dice: aumentiamo di 80 centesimi o di un euro che tanto la Tassa la pagano gli altri…Questo, di fatto,è il punto che mi lascia più rattristato. Mi hanno insegnato che, chi rappresenta gli altri, deve farlo considerando tutti. Credo che in questi anni difficili ci siano più persone costrette a fare il conto anche con 50 euro di differenza: non è un ragionamento populista, il mio, ma un ragionamento realista, e sentir dire che 50 euro alla fine sono pochi, da chi veste griffato e da chi ha qualche incarico pubblico o peggio ancora, una carica politica, mi lascia davvero basito. Lasciamo scegliere al turista se vuole la Guest Card e facciamola pagare poco, ma facciamo pagare quella piuttosto. E’ un ottimo servizio che, se dato gratuitamente, potrebbe però svilire il suo grande valore.

3. per come stanno andando le cose, la riorganizzazione del settore turistico provinciale non solo non sta avvenendo, ma oserei dire, sta peggiorando. Le Aziende di Promozione sono società PRIVATE, che vivono però di soldi PUBBLICI (in futuro saranno gli introiti della tassa di soggiorno). Se non si fa chiarezza sulle regole che devono governare queste aziende, arriveremo a consolidare la spiacevole situazione che vede questi enti andare a bussare alla porta dell’ente pubblico quando mancano risorse, per poi utilizzarle a proprio piacimento, in quanto società di fatto private. Urge un ragionamento in merito a questo perchè altrimenti si consoliderà sempre più la spiacevole prassi per cui il più grande magerà il più piccolo, il più scaltro fregherà il più onesto e, invece di avere una strategia chiara e ben definita sul futuro del turismo Trentino, ci troveremo a navigare a vista…Da rappresentate del volontariato Trentino, da rappresentante dei piccoli, di quelli che lavorano con silenzio e dignità, da rappresentante di chi ha appena proposto una riforma responsabile (quella sui criteri di attribuzione dei contributi alle Pro Loco) chiedo attenzione e rispetto. Ancora una volta, in nome di un Trentino unito ed intenzionato a trovare una strada ben definita per la sua strategia turistica.

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