Io voto giovane

Dall’uscita delle liste elettorali dei vari comuni che andranno ad elezioni a maggio, non si vede altro. Pagine Facebook, annunci più o meno incisivi, foto di candidati in bella posa, gruppi di persone riunite e sorridenti. Tutto è lecito e gradito, sia ben chiaro: credo che nell’era digitale sarebbe strano succedesse il contrario. Mi fermo però a fare una riflessione sulla quale ho molto pensato in passato e cerco di contestualizzarla al mio ambiente.
Mi sconforta leggere Baumann perchè, nella sua lucida analisi, non trova molte prospettive per il futuro. In questa società liquida, individualizzata, priva di valori, il futuro non è un posto sicuro a cui puntare ma piuttosto un luogo privo di incertezze da cui, quasi, sfuggire (anche se è impossibile). Ecco, questa triste verità mi fa incazzare, perchè, sebbene sia consapevole che Baumann ha quasi del tutto ragione, credo che invece ci debba essere spazio per noi giovani che saremo, volenti o nolenti, protagonisti del futuro.
La triste società, anche quella locale, dove smaniosi settantenni si ergono a unici paladini del sapere, del fare, unici detentori della verità ha bisogno di un forte cambiamento.
Non ci si deve far prendere dalla paura del “nuovo che avanza” ed asserragliarsi dentro il “vecchio che tanto è sempre una garanzia”. Occorre, invece, fermarsi e valutare bene le competenze delle persone, le capacità ralazionali e umane, perchè questo mondo, questa società, Calavino come Milano, ha bisogno di persone competenti, disponibili, diplomatiche ed altruiste. Persone capaci di dare un forte segnale di cambiamento, fatto con vera assunzione di responsabilità e non seguendo logiche di posizione o di potere.

In questi anni di volontariato, persone di questo genere ne ho trovate tante. Tra loro ci sono anche, putroppo, quelli che abbandonano perchè non riescono a sopportare l’asfissiante pressione dei settantenni di cui sopra, sempre pronti a scrivere sui giornali (ovviamente senza citarsi) che loro sarebbero più adatti, migliori, virtuosi. A questi personaggi, che definisco assassini di futuro e modernità, dico che la pensione è un privilegio che solo loro potranno godere e suggerisco loro di goderla, in pace, perchè quello che avevano da dare l’hanno già dato. Ai giovani dico invece di resistere, perchè il futuro è soprattutto nostro e solo noi possiamo disegnarlo e scriverlo come vogliamo. Agli elettori di maggio dico di votare con coscienza, pensando seriamente che le persone che saranno elette non saranno burattini o persone da tirare per la giacchetta a piacimento, ma sarano amministratori anche del loro futuro.

 

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